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Quintino Sella Ministro delle Finanze

  • Sottotitolo:Le politiche per lo sviluppo e i costi dell'unità d'Italia
  • Autore:Fernando Salsano
  • Casa editrice:Il Mulino, Bologna
  • Anno:2013

 

Stretto nella morsa del debito, delle spese di guerra e del complicato riassetto amministrativo, il giovane Stato italiano dovette affrontare anni di sacrifici e di politiche impopolari per evitare il "default". Quintino Sella, per tre volte ministro delle Finanze (1862, 1864-65 e 1869-73), fu tra i protagonisti di quella stagione. Pur costretto ad operare in condizioni di emergenza, cercò di limitare il ricorso all'indebitamento e di pareggiare il bilancio dello Stato, prima con la costruzione di un sistema fiscale unitario e poi con la diminuzione delle spese improduttive e la lotta all'evasione fiscale. Con pragmatismo cercò anche di sviluppare i fattori che riteneva necessari per la modernizzazione del paese: industria, infrastrutture, risparmio, credito, istruzione e cultura scientifica.

Il libro ricostruisce l'opera di Quintino Sella per il risanamento finanziario e la sua strategia per lo sviluppo dell'Italia, in molti aspetti vicina alle più recenti teorie della crescita. Ritenuto per decenni campione dell'ortodossia finanziaria liberista, con il senno di poi è stato anche definito "keynesiano ante litteram" (come lo chiamò in un discorso commemorativo nel 1984 un altro ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta). Ma fin dai banchi di scuola, gli studenti italiani hanno quasi sempre accostato il nome di Sella alla famosa "tassa sul macinato", anche se «a istituire il tributo nella primavera del 1868 – scrive Salsano – fu Luigi Cambray, ministro delle Finanze nel governo presieduto dal generale Luigi Menabrea».

Il legame tra il macinato e Sella deriva dal fatto di essere stato il principale sostenitore della tassa. Ma - dobbiamo precisare – Sella, insieme con il suo fidato collaboratore Costantino Perazzi (erano tutti e due ingegneri), progettò un contatore meccanico per la corretta applicazione e riscossione dell'imposta, contro gli abusi del passato (negli Stati preunitari dov'era già stata in vigore), stabilendo anche una tariffa minore per i cereali più poveri (granturco, segale, avena), che costituivano la base dell'alimentazione popolare. L'ultimo capitolo del libro è invece dedicato all'impegno di Sella per la soluzione della questione romana e per lo sviluppo della capitale dell'Italia unita, sia dal punto di vista urbanistico, sia riguardo alle funzioni, con l'idea di fare di Roma non solo il centro politico e amministrativo del nuovo Stato, ma anche la capitale internazionale della scienza e della cultura.

Lui stesso, proveniente dalla borghesia imprenditoriale biellese del settore tessile, dopo aver abitato in via del Babuino nella "vecchia" Roma, decise di trasferirsi nel 1873 in un edificio di recente costruzione in via Nazionale, asse portante della "nuova" Roma.

Prezzo:26 €

Se interessati ad acquistare si prega di inviare una mail alla Fondazione Sella: fondazionesella@fondazionesella.org

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