Fotoamatore attivo nella prima metà del Novecento, Giuseppe Gallino è particolarmente importante per la sua produzione di oltre duecento autocromie realizzate dopo il 1911, quando Auguste Lumière giunse a Torino per illustrare la nuova tecnica e conseguentemente per vendere le lastre per autocrome preparate dalla loro ditta. In una memoria che accompagna le lastre scrive: "nel 1911 Auguste Lumière venne a Torino alla Società Fotografica per spiegare come realizzare negativi a colori con il suo sistema a tricronomia. Il procedimento si basava sulla fecola di patata, perché eminentemente atta ad assorbire colori con granulosità minutissima e rotonda. Il mosaico tricronomico risultante dalla esposizione doveva dare bianchi purissimi (arancione, verde, blu, porpora). Le lastre erano fornite dal Lumière stesso. La difficoltà di sviluppo era estrema perché occorreva il buio assoluto. L'acqua di Torino non era adatta perché troppo calcarea".

Oltre alle lastre Lumière in Fondazione sono conservate anche fotografie bianco e nero realizzate da Gallino in montagna.

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Montagna - S.d.